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Perchè sempre così poca considerazione? |
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Monday 11 August 2008 |
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Vi scrivo perchè vorrei che nessuno dimenticasse, come spesso accade, qualcosa che spero vivamente, dal profondo del cuore, non possa succedere mai più. In tanti anni che seguo i Pooh con amore e passione sempre crescenti non mi era mai capitato di trovarmi di fronte a gente tanto incompetente incapace di svolgere il proprio lavoro con coscienza e correttezza. Sto parlando dell'organizzazione che ieri sera avrebbe dovuto portare a termine un compito di tutto rispetto per conto di persone che professionalmente e senza ombra di dubbio hanno alle spalle una carriera di tutto rispetto e che meritano SICURAMENTE di contornarsi di persone altamente qualificate dotate di umanità e passione. |
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Saturday 02 August 2008 |
23 AGOSTO I POOH AL PORTO DI MAZZARA DEL VALLO X UN SUPERCONCERTO IL CONCERTO SARA' GRATIS
Francesco da Palermo
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Wednesday 30 July 2008 |
 Acqui Terme. Dopo quello di Jovanotti anche il concerto dei Pooh, il secondo grande evento organizzato dal Comune allo stadio "Ottolenghi", va in archivio, col suo strascico di piccole polemiche locali (stavolta i cancelli sono rimasti chiusi fino alla fine e i controlli per biglietti ed accrediti sono stati molto più stringenti). Presto arriveranno le cifre, che possono significare tanto ma spiegare relativamente poco. Al momento di scrivere questo articolo disponiamo solo di pochi numeri e di quello che abbiamo visto coi nostri occhi, ed è sulla base di questi pochi dati che cercheremo di stilare un bilancio della serata, bilancio che, in attesa dei resoconti finanziari del Comune sarà soprattutto artistico. Il loro tour si chiama "Beat Re-Generation", e un motivo c'è: lo si capisce subito quando la band, anziché con un pezzo di propria produzione, attacca con una reinterpretazione di alcuni classici: "29 settembre" (Lucio Battisti - Equipe 84), "Ma che colpa abbiamo noi" (The Rokes), "Pugni Chiusi" (I Ribelli) e altri ancora. Sono pietre miliari della "Beat Generation" ripresi e riarrangiati, con risultati a volte sorprendenti (bella la 'heavy cover' di "Pugni Chiusi"), insomma "rigenerati", rimodellati fortemente e forgiati nuovamente in una personalissima chiave musicale. L'idea è interessante e sicuramente dà sin dall'inizio un'impronta a uno spettacolo che gioca molto sul fascino retrò delle varie epoche musicali attraversate dal gruppo, accentuandolo con un palco molto ampio, bilanciato nel suo equilibrio spaziale da due mastodontiche gigantografie in bianco e nero di foto d'epoca, mentre sul palco gli schermi intrecciano giochi di luce che potremmo definire 'passatisti' (pixel e bit), a richiamare intelligentemente quelli in voga alcuni anni fa. Si passa poi ai successi del gruppo, che divide il concerto in diversi momenti tematici e quindi il gran finale che propone un medley dei più grandi successi, da "Uomini soli" a "Tanta voglia di lei" da "Pensiero" a "Chi fermerà la musica". Il concerto termina, e Red Canzian saluta il pubblico con un ultimo omaggio a un'epoca musicale (quella della Beat Generation, ovviamente): "noi l'abbiamo vissuto - fa notare - ed era un periodo straordinario" Il pubblico ha gradito, anche se l'esibizione di Jovanotti, pur con le inevitabili differenze generazionali, aveva forse coinvolto maggiormente il pubblico, specie quello sul prato. Un raffronto fra le due esibizioni resta, comunque, impossibile, per la grande diversità di genere e per la diversa composizione del pubblico; si può, invece, fare qualche considerazione sul diverso atteggiamento degli artisti verso la città e verso i giornalisti: se di Jovanotti abbiamo scritto che aveva vissuto poco Acqui Terme, dei Pooh possiamo dire che non l'hanno vissuta per nulla, visto che sono arrivati alla spicciolata, si sono esibiti senza nemmeno concedere alla stampa qualche minuto per un paio di domande e subito dopo il concerto sono ripartiti: hanno, indubbiamente, dato prova di grande professionalità sul palco ma forse, anche nel loro caso, a fronte di un cachet comunque oneroso (110.000 euro secondo le voci circolate), la ricaduta sulla città avrebbe potuto essere superiore se i quattro si fossero degnati quantomeno di fare un giro in centro e qualche foto sotto la Bollente. Abbiamo lasciato, volutamente, per ultimo il discorso relativo all'affluenza di pubblico e alla risposta della città, che in questo caso è più complessa da valutare rispetto al "Safari Tour" di Jovanotti. Visivamente, lo stadio è apparso meno pieno, ma anche se mancano le cifre ufficiali, è possibile che il numero dei paganti sia stato superiore: stimando a braccia possiamo valutare la presenza di pubblico nell'ordine delle 3000-3500 unità, quasi tutte paganti, a fronte dei circa 5000 presenti per Jovanotti (molti dei quali, però, entrati senza biglietto o per una apertura anticipata dei cancelli). Si discuterà ora se un'affluenza di queste proporzioni rappresenti un successo o un fallimento.
fonte: http://www.lancoraa.com |
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